Valutazione dela capacità di agire

Com’è noto, la maggiore età è fissata al compimento del diciottesimo anno e con essa si acquista la capacità di compiere tutti gli atti per i quali non sia stabilita una età diversa.

Ed infatti, nell’ordinamento giuridico italiano la capacità di agire indica appunto l’idoneità del soggetto a porre in essere validamente atti idonei a incidere sulle situazioni giuridiche di cui è titolare senza l’interposizione di altri soggetti di diritto. Non va confusa con la capacità giuridica che, invece, è l’idoneità di un soggetto a essere titolare di diritti e doveri.

Ne consegue che ill possesso della capacità d’agire è requisito di validità degli atti negoziali (cosiddetta capacità negoziale), i quali, quindi, sono annullabili se il soggetto che li ha posti in essere era sprovvisto di tale qualità nel momento in cui ha emesso la propria dichiarazione di volontà.

Adulti o meno adulti possono però incorrere in situazioni che li rendono incapaci di compiere atti giuridicamente validi in maniera temporanea o permanente. Per tale motivo, al ricorrere di particolari condizioni di salute, la capacità d’agire può essere limitata o revocata in sede giurisdizionale (per esempio con una sentenza di inabilitazione, ovvero con una sentenza d’interdizione).

Ebbene, in tali situazioni solo il medico legale può congruamente valutare il possesso o meno di determinati requisiti psicofisici a servizio dei privati o della Magistratura.

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